Scheda Tecnica
Tempo
di percorrenza
ore
5,30
Quota
di partenza
m.
1262
Dislivello
m. 1070
Difficoltà
E - Escursionistico
Periodo consigliato
Maggio - Novembre
Regione
Abruzzo
Provincia
L'Aquila
Valle/zona
Gran Sasso
settore occidentale
|
Il percorso si svolge in una selvaggia e solitaria valle
carsica, tra le più belle della zona, che, lo ricordiamo, è interamente compresa nel perimetro del Parco Nazionale del
Gran Sasso e Monti della Laga.
Stante l’esposizione a nord della parte finale della
salita, a inizio stagione sono consigliabili la piccozza
e i ramponi. Si richiede inoltre una buona esperienza di
montagna.
Dal Lago della Provvidenza (quota 1060 metri, lungo la Statale
che dal Passo delle Capannelle scende a Fano Adriano e quindi
a Teramo) si supera la diga per proseguire in auto lungo
la strada sterrata che si inoltre nella Valle del Chiarino,
fino a raggiungere i caratteristici ruderi della Masseria
Capelli, dove si parcheggia (quota 1262 metri, circa 4 chilometri
dal Lago della Provvidenza).
Ci si incammina lungo il proseguimento della strada, dapprima
nel bosco, per poi giungere, ormai oltre il limite boschivo,
sull’ampio Piano del Castrato (1500 metri circa).
Il cammino prosegue sempre sul fondovalle, portandosi sul
pianoro erboso dello Stazzo di Solagne, a 1697 metri di quota,
dove inizia la parte più impegnativa dell’escursione.
Lasciando l’ampia mulattiera, si imbocca un sentiero
in direzione sud. Verso quota 1800 metri si deve abbandonarlo
a sua volta, per proseguire sempre verso sud, in una selvaggia
conca carsica. Seguendo tracce di sentiero, o su neve a inizio
stagione, si sale direttamente e faticosamente fin sulla
cresta della montagna: quota 2185 metri.
Si piega quindi a destra (ovest) seguendo la facile cresta
che, senza possibilità di errore, conduce sulla vetta
del Pizzo di Camarda, a 2332 metri di quota (ore 3,30 dalla
partenza).
Il ritorno si svolge lungo il medesimo percorso della salita,
e richiede 2 ore o poco più.
Variante
I meno preparati dello Stazzo di Solagne, a 1697 metri di
quota, dove inizia la parte più impegnativa dell’escursione.
Lasciando l’ampia mulattiera, si imbocca un sentiero
in direzione sud. Verso quota 1800 metri si deve abbandonarlo
a sua volta, per proseguire sempre verso sud, in una selvaggia
conca carsica. Seguendo tracce di sentiero, o su neve a inizio
stagione, si sale direttamente e faticosamente fin sulla
cresta della montagna: quota 2185 metri.
Si piega quindi a destra (ovest) seguendo la facile cresta
che, senza possibilità di errore, conduce sulla vetta
del Pizzo di Camarda, a 2332 metri di quota (ore 3,30 dalla
partenza).
Il ritorno si svolge lungo il medesimo percorso della salita,
e richiede 2 ore o poco più.
Variante
I meno preparati e allenati potrebbero fermarsi al piano
dello Stazzo di Solagne (quota 1697 metri, ore 1,30 dalla
partenza). In questo caso l’escursione è alla
portata di tutti (difficoltà: T – Turistico),
sempre in un ambiente di grande suggestione.
|