La regione di "Fontamara" e "Cristo
si è fermato ad Eboli" è una delle più selvagge
e verdi d’Italia. Piccola e stretta fra le regioni circostanti,
la Basilicata è ricca di rilievi e boschi: l’Appennino
lucano, che comprende la porzione occidentale della Basilicata,
occupa il 46% del territorio; il resto del territorio è collinare.
L’area pianeggiante è ridotta e circoscritta alla
fascia costiera ionica.
L’antica boscosità, documentata dall’etimologia
di Lucania, nome latino della regione, è oggi ridotta
al 19%, ma cerri, aceri, faggete e boschi di pini attraggono
ogni anno migliaia di escursionisti. Complessivamente l’area
boschiva del Vulture, il vulcano spento che raggiunge i 1300
m, annovera circa cento specie di alberi. Fra i boschi più famosi
in quest’area, la cosiddetta "Frasca" di Melfi,
i boschi di Atella, di Acerenza e di Forenza: qui si trova
il monumentale albero dai cento rami, di grande richiamo turistico.
Grande attrattiva per i turisti è rappresentata, poi,
dai due laghi di Monticchio, localizzati nella cerchia esterna
del vulcano, e dalle sorgenti d’acqua minerale, che sgorgano
in prossimità del cratere. Meta di numerosi turisti è anche
il bosco Magnano nel sanseverinese, a due passi dalla statale
sinnica.
Il patrimonio naturalistico lucano è in gran parte
tutelato. La Basilicata condivide con la Calabria il Parco
Nazionale del Pollino, il più rappresentativo ambiente
di montagna dell’Italia meridionale: qui infatti si intersecano
ambiente mediterraneo e alpino. Esempio concreto di questa
mescolanza di specie e habitat è il pino loricato, abbarbicato
sulle rocce a 2000 m.
La montuosità del territorio condiziona il clima che
acquista caratteri continentali man mano che ci si addentra
nella regione. Le temperature invernali sono molto basse e
alimentano il turismo invernale sul Pollino: nel territorio
di San Severino Lucano, non lontano da Potenza, è possibile
praticare sci di fondo.
Il Pollino è ricco anche di luoghi d’interesse
storico-artistico: il castello
naturalistico lucano è in gran parte tutelato. La Basilicata
condivide con la Calabria il Parco Nazionale del Pollino, il
più rappresentativo ambiente di montagna dell’Italia
meridionale: qui infatti si intersecano ambiente mediterraneo
e alpino. Esempio concreto di questa mescolanza di specie e
habitat è il pino loricato, abbarbicato sulle rocce a
2000 m.
La montuosità del territorio condiziona il clima che
acquista caratteri continentali man mano che ci si addentra
nella regione. Le temperature invernali sono molto basse e
alimentano il turismo invernale sul Pollino: nel territorio
di San Severino Lucano, non lontano da Potenza, è possibile
praticare sci di fondo.
Il Pollino è ricco anche di luoghi d’interesse
storico-artistico: il castello di Valsinni conserva la memoria
della sfortunata Isabella Morra, la poetessa assassinata dai
fratelli; a più di 1500 m, nel luogo in cui, secondo
la tradizione, la Madonna apparve a un pastorello, è situato
il Santuario della Madonna del Pollino, visitato giornalmente
da numerosi fedeli.
L’area del Materano offre altre attrattive turistiche:
le colline che digradano dolcemente verso lo Ionio acquistano
gradualmente i caratteri della Murgia pugliese. La gravina
di Matera, nota come la zona dei "Sassi", è patrimonio
dell’Unesco e area di grande richiamo turistico. I Sassi
custodiscono una vera e propria città rupestre, fatta
di case scavate nelle rocce e chiese ipogeiche: S.Maria de
Idris e San Pietro Barisano, sono due fra le più belle
chiese ricavate nel tufo. I Sassi, amati dai turisti, sono
stati rivalutati anche da chi ha deciso di ristrutturare queste
vecchie case e dimorarvi, come per secoli hanno fatto i Lucani.