Potrebbe bastare anche un breve giro attraverso le vie porticate di Bologna, che si sviluppano per circa 40 chilometri all’interno del centro storico, per assaporarne le caratteristiche di città che ha saggiamente saputo conservare il proprio patrimonio edilizio storico. Chiese, edifici imponenti e palazzi storici si alternano armoniosamente e conferiscono alla città un gradevole aspetto omogeneo. Le istituzioni culturali che la animano (dalla quasi millenaria università, ai musei, ai centri di animazione teatrale) si uniscono ad una lunga tradizione gastronomica in un insieme che ben le ha fatto meritare i due soprannomi con cui la città è conosciuta: “Bologna la dotta” e Bologna la grassa”. Non è quindi fuori luogo pensare alle tagliatelle con il ragù mentre si attraversa piazza Maggiore, vero cuore della città, dominata dall’imponente facciata incompiuta della basilica di San Petronio, discretamente sorvegliata dalla fontana del Nettuno del Giambologna e circondata dai palazzi più importanti: il Palazzo del Podestà, Palazzo d’Accursio e Palazzo Re Enzo. E se i tortellini, che la tradizione vuole modellati sulla forma dell’ombelico di Venere, rimandano al Palazzo dell’Archiginnasio, sede per tre secoli della prestigiosa università, il richiamo delle lasagne verdi potrebbe giungere mentre si ammirano le torri simbolo della città, la Gariseda incompiuta e pendente e la torre degli Asinelli. Insomma, il piacere della buona tavola si abbina splendidamente con le tradizioni di una città che ha formato generazioni di universitari e che ancora oggi è ai primi posti in Italia per l’offerta culturale che è in grado di generare. Gradevole per lo spirito dei suoi abitanti, ricca di tesori artistici, piacevole a tavola, Bologna si rivela, anche al viaggiatore più frettoloso, un luogo ideale da visitare, provando sicuramente un po’ di invidia verso chi ha la fortuna di viverci.