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Caltanissetta, capoluogo dell'omonima provincia, presenta diverse curiosità a cominciare proprio dal nome, che deriva dall'arabo Qal'at al-nisa, ovvero "castello delle donne". La città inoltre confina con ben tre province (Agrigento, Enna e Palermo) e pur essendo il capoluogo non è la più popolosa della provincia (titolo che spetta a Gela, sulla costa meridionale). Un tempo famosa per l'attività di estrazione dello zolfo, che ancora oggi nella tradizione popolare locale fa identificare i nisseni con il nomignolo di "i sulfarara" (gli zolfatari), Caltanissetta vanta una fiorente industria agricolo-alimentare, che spazia dalla produzione di vini (in particolare il nero d'Avola) a quella di ortaggi e prodotti dolciari.
Maggiori informazioni su hotel Caltanissetta
Nella centralissima piazza Garibaldi, cuore della città, si trova l'imponente cattedrale dedicata a S. Michele. Costruita tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento in stile neoclassico, la chiesa presenta un'ampia facciata, fiancheggiata da due campanili e arricchita da uno splendido portale in stile barocco. All'interno si possono ammirare la magnifica pala d'altare di scuola fiamminga e il pregevole organo barocco. Alla periferia di Caltanissetta, è sicuramente da visitare l'Abbazia di S. Spirito eretta nel XII secolo in stile romanico e caratterizzata da tre piccole absidi. L'edificio, che ospitava i monaci agostiniani, conserva un imponente Crocifisso ligneo del Quattrocento ed una bellissima vasca battesimale romanica intagliata in un unico blocco di pietra. Caratteristiche di Caltanissetta sono le manifestazioni e le rappresentazioni che si svolgono per le impervie vie del centro storico durante la settimana che precede la Pasqua, che attirano visitatori da tutta Italia, richiamati dalla suggestione e dall'imponenza delle processioni e dei riti.
Del "castello delle donne", in arabo Qal'at al-nisa (da cui Caltanissetta), non è rimasto molto: infatti dell'imponente struttura medievale del castello di Pietrarossa, su un'altura nei pressi della città, crollato a seguito di un terremoto alla metà del Cinquecento, oggi sono visibili solo due torri. Ma se del complesso che probabilmente ha dato il nome alla città resta ben poco, non mancano comunque almeno quattro buoni motivi per lasciare la piana di Gela e salire sulle colline dove si trova Caltanissetta.
Quattro buone ragioni per una sosta a Caltanissetta? Eccole:
1)visitare la maestosa cattedrale dedicata a S. Michele, eretta tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento in stile neoclassico, fiancheggiata da due campanili e arricchita da uno splendido portale in stile barocco; l'interno conserva una magnifica pala d'altare di scuola fiamminga e un pregevole organo barocco;
2)ammirare, alla periferia della città, l'Abbazia di S. Spirito, costruita nel XII secolo in stile romanico e caratterizzata da tre piccole absidi; all'interno si trovano un imponente Crocifisso ligneo del Quattrocento ed una bellissima vasca battesimale romanica intagliata in un unico blocco di pietra;
3)assistere ai riti ed alle processioni che si svolgono per le impervie vie del centro storico durante la settimana che precede la Pasqua e che attirano visitatori da tutta Italia, richiamati dalla suggestione e dall'imponenza delle manifestazioni in costumi d'epoca, organizzate dalla Real Maestranza, rappresentanze dei dieci mestieri artigiani più antichi della città;
4)assaggiare i prodotti tipici della cucina locale, fusione di tradizioni dei vari popoli che si sono succeduti in questa regione, che vanno dal cous cous ai dolci a base di marzapane e di ricotta, il tutto accompagnato dai forti vini locali, come il nero d'Avola o il bianco d'Alcamo.
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