L’antica Campania Felix contraddice nel nome la sua morfologia: l’area pianeggiante, da cui la denominazione 'Campania' trae origine, occupa solo un sesto del territorio, che è quasi interamente montuoso e collinare. Questo spiega la presenza in Campania, di ben 27 Comunità Montane, impegnate nella valorizzazione dell’Appennino Campano.
Geograficamente, perciò, la Campania non offre soltanto litorali suggestivi e ampi golfi baciati dal sole: l’entroterra appenninico è aspro e desolato.
All’immagine delle frequentate mete turistiche di Napoli, Capri e Sorrento deve essere accostata quella di massicci dirupati e spopolati, ma meta di appassionati escursionisti. I massicci del Matese e del Cilento, separati da marcate depressionisi, raggiungono i 2000 m. Aspetto dolomitico ha la dorsale sottile e frastagliata dei Monti Lattari. che culminano nella vetta di S. Angelo ai tre Pizzi. I 'tre pizzi' sono il punto d’arrivo di un percorso che parte dal Monte Faito e arriva a circa 1500 m. dove si ammira il panorama della penisola sorrentina, dei Golfi di Napoli e di Salerno e delle isole.
La montagna in Campania ha il suo simbolo nel Vesuvio, che con la sua mole conica domina il Golfo di Napoli ed è l’unico vulcano attivo, anche se in quiescenza, dell’Europa continentale.
Numerosi sentieri attraversano il Parco del Vesuvio per escursioni a piedi o in montain bike: uno di questi conduce dal castello Mediceo di Ottaviano alla Valle dell’Inferno attraversando i boschi del Monte Somma; un alto raggiunge Punta Nasone e prevede la passeggiata lungo l’orlo craterico.
I ritardi nella istituzione di riserve e parchi a tutela del cospicuo patrimonio naturalistico sono stati in parte colmati con l’istituzione, nel ‘91 del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano: qui fra gli esemplari faunistici protetti si registra la presenza di volpi e lupi.
Numerosi sentieri attraversano il Parco del Vesuvio per escursioni a piedi o in montain bike: uno di questi conduce dal castello Mediceo di Ottaviano alla Valle dell’Inferno attraversando i boschi del Monte Somma; un alto raggiunge Punta Nasone e prevede la passeggiata lungo l’orlo craterico.
L’entroterra campano offre numerosi spunti per itinerari giubilari:i più significativi, escludendo Pompei, sede di un importante santuario mariano, sono concentrati in Irpinia.
Fra gli altri spicca il santuario di Monte Vergine, meta di numerosi pellegrini che percorrono a piedi i tornanti del Monte Partenio per invocare o ringraziare la Madonna dalla pelle scura. Altra tappa del turismo religioso da segnalare è l’Abbazia millenaria di San Guglielmo al Galeto a Sant’Angelo dei Lombardi, uno dei più bei complessi religiosi dell’Italia meridionale, sorto in un contesto d’alto valore ambientale e e storico. La verde Irpinia infatti custodisce borghi e castelli di grande valore storico, come il castello dei principi Morra e il Castello di Monteverde, circondato da un affascinante borgo medievale.
Voce fondamentale del comparto turistico campano è, poi, il turismo archeologico. Non mancano itinerari archeologici sui rilievi: l’altopiano del Sannio conserva la memoria dei battaglieri Sanniti. Alle pendici del Vesuvio sono numerose le testimonianze artistico-archeologiche: oltre a Ercolano, Pompei e Stabia, documentano la storia di questa regione anche le cosiddette Ville del Vesuvio, splendide dimore del ‘700 e dell’800.