
La sesta regione italiana per estensione è caratterizzata dall’aspro contrasto fra sud collinare e montuoso e nord pianeggiante. Il triangolo dell’Emilia Romagna è racchiuso fra la Pianura padana, il Po, gli Appennini e i Subappennini. L’area montuosa, che occupa il 25% della regione è rappresentata dall’Appennino tosco-emiliano e da una sezione di quello ligure. I valichi mettono in comunicazione l’Emilia Romagna con la Toscana e l’Umbria.
Le montagne dell’Emilia Romagna sono protagoniste del turismo invernale favorito da intense nevicate e temperature piuttosto basse nei mesi centrali dell’inverno. Numerosi gli impianti sciistici: sul monte Cimone, la cima più elevata dell’ Appennino emiliano, esistono 50 km di piste e ben 22 impianti di risalita. Altre località sciistiche rinomate sono: Capannette di Pey, Schia, Febbio e Carpigna, Corno alle Scale nel Bolognese, la Nuda, l’Alpe di Cusna e quella di Succiso.
Non solo neve. La montagna in questa regione suggerisce percorsi inediti e adatti a tutte le stagioni. Il patrimonio naturalistico dell’Emila Romagna è molto ricco ed ideale per trekking ed escursioni: il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, condiviso con la Toscana, è una vasta area boschiva che custodisce un importante patrimonio floristico e faunistico.
In Emilia Romagna c’è poi una grossa porzione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini che, nel nome, conserva la presenza nei suoi boschi della leggendaria Sibilla Cumana. La lista di luoghi d’interesse naturalistico prosegue con il Parco del Frignano nell’Appennino modenese, e il Parco del Gigante a Bologna dove faggeti e conifere e laghi di circo, morene testimoniano dell’ultima glaciazione.
La voce 'turismo' fondamentale nell’economia dell’Emilia Romagna, non vive dunque soltanto di città d’arte, rinomati centri termali e costa attrezzatissima. Regione dalle solide tradizioni storico-culturali l’Emilia Romagna custodisce i segni della memoria anche nell’entroterra, sui borghi montani dove sopravvivono le tracce del patrimonio floristico e faunistico. In Emilia Romagna c’è poi una grossa porzione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini che, nel nome, conserva la presenza nei suoi boschi della leggendaria Sibilla Cumana. La lista di luoghi d’interesse naturalistico prosegue con il Parco del Frignano nell’Appennino modenese, e il Parco del Gigante a Bologna dove faggeti e conifere e laghi di circo, morene testimoniano dell’ultima glaciazione.