“U tammùrre”, cioè il tamburo, è l’ironico soprannome che gli abitanti di Giovinazzo hanno dato, a causa della sua forma tondeggiante, all’antica Torre Aragonese sul lungomare. Da qui la vista sulla città, con i resti delle mura e la magnifica cattedrale, è veramente splendida e invoglia ad addentrarsi nelle strette vie del centro storico per ammirare da vicino i tesori d’arte che la città gelosamente conserva. Le testimonianze del ricco passato di Giovinazzo si trovano praticamente ad ogni angolo: chiese, conventi e palazzi dei notabili si snodano intorno alla cattedrale e ricordano al visitatore che la città, in particolare sotto gli svevi e i normanni, ha goduto di un lungo periodo di prosperità e di benessere. La cattedrale del XII secolo, dedicata a Santa Maria Assunta, fonde nella sua struttura in stile romanico-pugliese anche elementi normanni ed orientali ed ospita all’interno parecchi tesori d’arte. Splendida l’icona bizantina della Madonna di Corsignano (patrona della città), qui traslata da un lontano casale alla fine del Seicento. Il grandioso corteo storico in costume di metà agosto, a cui partecipano più di 150 figuranti a piedi e a cavallo, rievoca l’episodio storico della traslazione. Poco distanti altre due chiese di pregio, quella della Madonna di Costantinopoli risalente al Cinquecento, un tempo sede dell’antico seggio dei nobili, e quella dello Spirito Santo, costruita alla fine del Trecento, con le cupole ricoperte da strutture piramidali. Tra i palazzi signorili che ornano il centro storico di Giovinazzo spiccano sicuramente, per complessità e ricchezza architettonica, l’imponente palazzo Sagarriga del XVI secolo, dominato da una torre di difesa e impreziosito da un grande giardino pensile, e il cinquecentesco palazzo Saraceno, caratterizzato da uno zoccolo in bugnato e da una magnifica scalinata esterna, ornato da un grazioso pozzo in pietra scolpita.