Le rocche e i castelli delle Marche raccontano la storia
di questa regione e suggeriscono itinerari affascinanti alla
scoperta dell’arte fortificatoria rinascimentale dei
Malatesta, degli Sforza e dei Montefeltro. La lista dei castelli
famosi parte dal Castello di Gradara, di dantesca memoria,
e prosegue con la rocca di Sant’Agata Feltria nell’alto
montefeltro al sommo del blocco calcareo detto "Sasso
del Lupo", e la Rocca di San Leo, piazzaforte di origine
longobarda.
Colline e montagne nelle Marche sono segnate anche dalla
presenza del "sacro": se il santuario mariano della
Madonna di Loreto è tappa principe del turismo religioso
itinerari alternativi si possono costruire fra le abbazie
benedettine che puntellano i passi appenninici. Fra i luoghi
dello spirito vanno segnalati il complesso maestoso dell’Eremo
di Fonte Avellana ai piedi del Monte Catria edificato mille
anni fa e il complesso benedettino di San Vincenzo al Furlo
che sorge su un passo appenninico lungo la via Flaminia.
Suggestiva anche l’abbazia di San Vittore delle Chiuse
nella gola montana in cui scorre il fiume Sentino. L’abbazia
dei Santi Russillo e Vitale documenta, poi, la diffusione
dei benedettini anche sui Sibillini. di greggi e mandrie
dai pascoli di pianura a quelli di montagna. Associazioni
ed Enti turistici in questi anni tentano il recupero di questo
patrimonio storico e culturale, che rappresenta un legame
forte tra il Molise e la Puglia. Il recupero turistico di
queste arterie avviene anche attraverso il restauro e la
valorizzazione delle vecchie taverne collocate lungo il percorso.
Fra i tratturi più suggestivi va segnalato quello
che da Pescasseroli conduce a Candela, arteria che alla bellezza
naturalistica unisce l’interesse storico-archeologico.
Lungo la pista erbosa si incontrano fontane, abbeveratoi,
boschi di cerri, pioppi e salici; massi lapidei, colonne
spezzate e capitelli preannunciano i resti della città romana
di Saepinum: il tratturo , superata le porta cittadina, diventa
il principale asse viario del municipuum.
Il turismo in Molise è legato anche alle tradizioni
e alle manifestazioni folcloristiche. Le rappresentazioni
sacre e profane risalgono ad epoche molto antiche e sono
ancora molto vive, soprattutto nei paesi di montagna: le
carresi, ad esempio, corse dei carri trainati dai buoi, si
svolgono ancora, accompagnate dall’entusiasmo popolare,
a San Martino in Pensilis, a Ururi, e a Portocannone; le ‘Ndocciate,
fiaccolate notturne che accendono le strade di tanti piccoli
centri molisani la sera della vigilia di Natale, la Sagra
dei Misteri di Campobasso e la Mascherata del Diavolo a Tufara
catturano l’interesse di numerosi visitatori.