
Nel tacco d’Italia domina la pianura.
Il Tavoliere delle Puglie è, per estensione, la seconda
pianura italiana dopo la Pianura Padana: la Puglia offre agli
occhi dei turisti una terra piatta, fatta di terre aride e
distese di ulivi. La percentuale di montuosità è la
più bassa d’Italia e la presenza di rilievi è limitata
ai monti della Daunia, ai confini con la Campania, e al promontorio
del Gargano, lo sperone roccioso proteso nell’Adriatico.
Il monte Cornacchia, la vetta più alta del Subappennino
dauno, supera di poco i 1000 m. Le dolci ondulazioni delle
Murge baresi e salentine occupano oltre il 40% del territorio. Meta tradizionale dei turisti in Puglia è il Gargano che, con la splendida costa frastagliata e la natura incontaminata delle Tremiti, alimenta un intenso turismo balneare.
Molto vivace è anche il turismo escursionistico: il promontorio del Gargano - un’isola sul piano biologico - ospita la Foresta Umbra, una delle più belle foreste naturali d’Europa. I faggi e la fauna selvatica della Foresta Umbra appartengono all’area del Parco Nazionale del Gargano.
Il Gargano sacro è poi centro di un turismo religioso di secolare memoria: il pellegrinaggio al santuario micaelico di Monte Sant’Angelo risale al XVI sec. ed è legato alle apparizioni, in questi luoghi, di San Michele Arcangelo. La grotta adiacente al santuario custodisce l’orma attribuita dai credenti all’Arcangelo.
Monte S.Angelo rappresentava per i pellegrini una tappa obbligata sulla strada da Roma a Gerusalemme. I pellegrini moderni ripercorrono la via sacra Longobardorum e le altre vie sacre di Puglia alla scoperta di monasteri e santuari. Il fervore religioso è immutato: il movimento oggi è alimentato dalla fede in Padre Pio, il Santo di Pietrelcina, che trascina ogni anno migliaia di fedeli al Santuario di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo.
La grotta adiacente al santuario custodisce l’orma attribuita dai credenti all’Arcangelo. Monte S.Angelo rappresentava per i pellegrini una tappa obbligata sulla strada da Roma a Gerusalemme. I pellegrini moderni ripercorrono la via sacra Longobardorum e le altre vie sacre di Puglia alla scoperta di monasteri e santuari. Il fervore religioso è immutato: il movimento oggi è alimentato dalla fede in Padre Pio, il Santo di Pietrelcina, che trascina ogni anno migliaia di fedeli al Santuario di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo.
L’arco collinare delle Murge, attraversato da grotte e doline carsiche, offre spunti per itinerari non meno affascinanti.
La gravina, che dai Sassi di Matera giunge alla provincia di Taranto, custodisce la cosiddetta 'civiltà rupestre', ancora poco conosciuta. Le città sotterranee, abitate dai Pugliesi per quattro secoli, svelano, a chi non teme burroni e cunicoli, chiese ipogeiche, centinaia di affreschi, sculture e tesori artistici ancora non sufficientemente esplorati: le cappelle rupestri di Massafra e Mottola disegnano una grande pinacoteca sotterranea. Le Murge conservano altri gioielli: il barocco di Martina Franca e il vino di Locorotondo; i trulli di Alberobello e le case candide di Ostuni. I paesi bianchi di calce punteggiano queste alture offrendo ai turisti riparo dall’afa estiva. Sulle Murge Baresi è inoltre marcata l’impronta di Federico II, il grande imperatore svevo: su una delle maggiori alture sorge Castel del Monte, uno dei più originali edifici civili medioevali; a 240 m. il complesso fortificato di Lucera domina la piana di Foggia.