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Rovigo si estende a circa 40 chilometri dal mare Adriatico, delimitata a nord dal fiume Adige e a sud dal fiume Tartaro o Canal Bianco. La zona pianeggiante su cui sorge la città è molto fertile e adatto alla coltivazione di prodotti agricoli di qualità. Rovigo è anche chiamata "città delle rose", a causa di una presunta derivazione del nome dal greco "rhodon" (rosa) fatta da Ludovico Ariosto, e ancor oggi la rosa è uno dei simboli della città. La lunga dominazione da parte della Repubblica di Venezia ha conferito al centro storico una fisionomia particolare, che la accomuna a diversi altri centri dell'entroterra veneto.
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Rovigo
Spesso si trovano raffigurazioni del leone alato di S. Marco, presente anche nello stemma della città. Per celebrare il proprio dominio sulla città la Serenissima fece edificare alla fine del XVI secolo la chiesa della Beata Vergine del Soccorso, nota con il nome di Rotonda, a pianta ottagonale, il cui interno è decorato con tele raffiguranti i podestà veneziani che governarono Rovigo fino alla metà del Seicento. Rimase invece incompiuta la facciata del duomo, dedicato a S. Stefano, costruito verso la fine del Seicento e terminato un secolo dopo tra molteplici traversie legate alla fragilità della cupola, che dovette essere ricostruita, e alle decisioni in merito alla facciata, mai risolte.
Di austera bellezza la chiesa dedicata a S. Francesco, eretta alla fine del Duecento e rimaneggiata in stile neoclassico nell'Ottocento, conservando però diverse tracce dell'antica struttura. Di notevole interesse anche la Porta S. Bortolo, una delle due porte rimaste della cinta muraria estense a forma pentagonale. L'aspetto attuale della porta, in particolare la merlatura ghibellina recentemente restaurata, rimane sostanzialmente identico a quello che la struttura aveva al termine del Quattrocento.
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