La seconda isola del Mediterraneo ha caratteri
morfologici che la distinguono da tutte le altre regioni
italiane. La lunga storia geologica ne ha appiattito il rilievo
facendone
una regione prevalentemente collinare. L’altitudine media è di
circa 500 m: colline e altipiani, spazzati da un vento costante,
si inseguono fino alla costa alta e rocciosa, interrotta da spiagge
bianchissime. La montagna corrisponde soltanto al 13% circa
del territorio complessivo e culmina nel Gennargentu, che svetta
al centro dell’isola, con i suoi 1800 m. Accanto a questo
poderoso massiccio altri monti interrompono l’omogeneità del
profilo: il Monte Limbara a Nord e il Monte Rasu che domina
la catena delle Marghine. Il Monte Arcosu è il più meridionale
dell’isola.
In questa terra dai mille volti il turismo spazia dal lusso
della Costa Smeralda alle tradizioni della Barbagia. Turismo
balneare e montano convivono e spesso si intersecano: ad Orosei
la montagna denominata Genna in Ircu, meta di escursionisti
e scalatori, si affaccia sul golfo e una vera e propria montagna
nel mare è considerata la Tavolara, l’isola a
guardia del mare di Olbia.
L’isolamento storico della Sardegna ha preservato l’ecosistema,
che in molte zone è ancora incontaminato e selvaggio.
Il patrimonio naturale del Gennargentu, tutelato dallo Stato,
alimenta il turismo escursionistico in tutte le stagioni. Nei
mesi più freddi fiorisce il turismo invernale, risorsa
importante per i paesi che sorgono sulle pendici delle maggiori
vette. E’ Fonni, a 1000 m sul livello del mare sui fianchi
del Gennargentu, il paese più alto della Sardegna. Qui
un tempo la pastorizia era l’attività prevalente.
Oggi Fonni vive di turismo: la stazione sciistica di Bruncu
Spina dotata di impianto di risalita e rifugio attira nella
stagione invernale migliaia di turisti e appassionati di neve.
Altri impianti nella vicina zona del Monte Novu.
L’entroterra sardo è il luogo della memoria e
perciò tappa obbligata per chi vuole respirare l’aria
più genuina della Sardegna, Il patrimonio naturale del
Gennargentu, tutelato dallo Stato, alimenta il turismo escursionistico
in tutte le stagioni. Nei mesi più freddi fiorisce il
turismo invernale, risorsa importante per i paesi che sorgono
sulle pendici delle maggiori vette. E’ Fonni, a 1000
m sul livello del mare sui fianchi del Gennargentu, il paese
più alto della Sardegna. Qui un tempo la pastorizia
era l’attività prevalente. Oggi Fonni vive di
turismo: la stazione sciistica di Bruncu Spina dotata di impianto
di risalita e rifugio attira nella stagione invernale migliaia
di turisti e appassionati di neve. Altri impianti nella vicina
zona del Monte Novu.
Il Gennargentu, ad esempio, è area d’interesse
anche per il turismo archeologico. Fonni conserva vistose tracce
della civiltà prenuragica: menhir, dolmen e perdas fittas,
cioè pietre infisse nel terreno testimoniano l’antico
popolamento di quest’area montana. Anche Tamuli, sul
declivio del Monte S. Antonio, è segnata dalle orme
dei protosardi: i pali di pietra megalitici parlano della civiltà mesopotamica.
Un itinerario suggestivo è rappresentato dalla 'via
delle miniere' di Montevecchio, nella zona del Sulcis-Iglesiente,
a sud-ovest dell’isola. Il percorso testimonia la continuità -
dai Fenici in poi - nello sfruttamento di questi preziosi giacimenti,
collocati a 352 m. sul mare. Anche questo piccolo borgo minerario
racconta la millenaria storia della Sardegna.