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Castel Juval, Castel Coldrano Castel Montani a Laces, oggi
sedi di manifestazioni culturali,
eventi e mostre, sono stati i protagonisti della storia di
queste terre.
La costruzione di Castel Juval, dimora di Messner, risale alla
fine del XIII sec: fra queste mura attualmente è possibile
ammirare arredi storici ma anche collezioni d’arte tibetana.
Castel Coldrano, costruito su una preesistente fortificazione
romanica, ha l’apparenza di una grande dimora signorile
piuttosto che un fortilizio. La fusione e la sovrapposizione
di elementi gotici, rinascimentali e barocchi danno a questo
castello grande dignità artistica.
La valle è ricca anche di chiese e abbazie molto antiche.
Fra le altre vanno ricordate l’Abbazia di Marienberg,
cioè del Monte Maria, dove si può ammirare anche
la cripta; la Chiesa preromanica di San Benedetto all’entrata
di Malles dove si ammirano affreschi del IX sec.
Conservano altri preziosi dipinti la cappella dedicata a Santo
Stefano nella chiesa di Santo Spirito a Laces e la chiesetta
di San Karpoforus a Torres.
Chi vuole fare un tuffo nella civiltà e nei costumi
di questa terra deve visitare il museo dell’Alpine Curiosa
a Solda, dove è raccolta e documentata la storia dell’alpinismo.
Testimonianza della persistenza delle tradizioni sono poi le
Tre Fontane Sante a Stelvio: la leggenda fa scaturire quest’acqua
benedetta da un lago sotterraneo. Ogni anno accorrono pellegrini
in questo luogo per la deposizione della statua della Madonna,
protettrice della valle.
La posizione della val Venosta, ai piedi dell’Ortles,
e ai confini con val Pusterìa e valle Isarco, favorisce
naturalmente il turismo invernale. Le località sciistiche
più note sono Solda, la cosiddetta “Siberia del
Tirolo”, Trafoi, Gomagoi, Prato e Stelvio. Spirito a
Laces e la chiesetta di San Karpoforus a Torres.
Chi vuole fare un tuffo nella civiltà e nei costumi
di questa terra deve visitare il museo dell’Alpine Curiosa
a Solda, dove è raccolta e documentata la storia dell’alpinismo.
Testimonianza della persistenza delle tradizioni sono poi le
Tre Fontane Sante a Stelvio: la leggenda fa scaturire quest’acqua
benedetta da un lago sotterraneo. Ogni anno accorrono pellegrini
in questo luogo per la deposizione della statua della Madonna,
protettrice della valle.
La posizione della val Venosta, ai piedi dell’Ortles,
e ai confini con val Pusterìa e valle Isarco, favorisce
naturalmente il turismo invernale. Le località sciistiche
più note sono Solda, la cosiddetta “Siberia del
Tirolo”, Trafoi, Gomagoi, Prato e Stelvio.
A Solda gli sciatori dispongono di 40 km di piste di ogni livello
di difficoltà; a Trafòi sono invece 10 i km per
gli sciatori.
A Prato si pratica lo sci di fondo. Un bel complesso sciistico
si trova anche a Malles sul monte Watles. La presenza di vette
di 4000 m. attrae i camminatori d’alta quota.
Meta prediletta dagli escursionisti sono i candidi ghiacciai.
I più esperti raggiungono il rifugio Forcola o percorrono
i tornanti e le ripide serpentine del passo dello Stelvio a
2760 m.
Altre tonalità colorano l’estate in Val Venosta:
fra tutti spicca il rosso dei meleti che addolciscono, con
il loro profumo, il paesaggio dolomitico.
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