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Val Venosta

l campanile dell’antica Curon emergente dalle acque del lago di Resia č l’immagine simbolo di questa valle dove natura e storia si fondono: con i suoi 120 castelli la val Venosta spicca infatti, fra le valli dolomitiche, per ricchezza di storia e cultura.





Val Venosta
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Glorenza
Gomagoi
Laces
Lasa
Malles
Merano
Prato allo Stelvio
Silandro
Sluderno
Solda
Tubre
Val Martello

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Mori
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Rovereto
Sabbionara d'Avio
Val di Gresta
Castel Juval, Castel Coldrano Castel Montani a Laces, oggi sedi di manifestazioni culturali, eventi e mostre, sono stati i protagonisti della storia di queste terre.
La costruzione di Castel Juval, dimora di Messner, risale alla fine del XIII sec: fra queste mura attualmente è possibile ammirare arredi storici ma anche collezioni d’arte tibetana.
Castel Coldrano, costruito su una preesistente fortificazione romanica, ha l’apparenza di una grande dimora signorile piuttosto che un fortilizio. La fusione e la sovrapposizione di elementi gotici, rinascimentali e barocchi danno a questo castello grande dignità artistica.
La valle è ricca anche di chiese e abbazie molto antiche. Fra le altre vanno ricordate l’Abbazia di Marienberg, cioè del Monte Maria, dove si può ammirare anche la cripta; la Chiesa preromanica di San Benedetto all’entrata di Malles dove si ammirano affreschi del IX sec.
Conservano altri preziosi dipinti la cappella dedicata a Santo Stefano nella chiesa di Santo Spirito a Laces e la chiesetta di San Karpoforus a Torres.
Chi vuole fare un tuffo nella civiltà e nei costumi di questa terra deve visitare il museo dell’Alpine Curiosa a Solda, dove è raccolta e documentata la storia dell’alpinismo.
Testimonianza della persistenza delle tradizioni sono poi le Tre Fontane Sante a Stelvio: la leggenda fa scaturire quest’acqua benedetta da un lago sotterraneo. Ogni anno accorrono pellegrini in questo luogo per la deposizione della statua della Madonna, protettrice della valle.
La posizione della val Venosta, ai piedi dell’Ortles, e ai confini con val Pusterìa e valle Isarco, favorisce naturalmente il turismo invernale. Le località sciistiche più note sono Solda, la cosiddetta “Siberia del Tirolo”, Trafoi, Gomagoi, Prato e Stelvio. Spirito a Laces e la chiesetta di San Karpoforus a Torres.
Chi vuole fare un tuffo nella civiltà e nei costumi di questa terra deve visitare il museo dell’Alpine Curiosa a Solda, dove è raccolta e documentata la storia dell’alpinismo.
Testimonianza della persistenza delle tradizioni sono poi le Tre Fontane Sante a Stelvio: la leggenda fa scaturire quest’acqua benedetta da un lago sotterraneo. Ogni anno accorrono pellegrini in questo luogo per la deposizione della statua della Madonna, protettrice della valle.
La posizione della val Venosta, ai piedi dell’Ortles, e ai confini con val Pusterìa e valle Isarco, favorisce naturalmente il turismo invernale. Le località sciistiche più note sono Solda, la cosiddetta “Siberia del Tirolo”, Trafoi, Gomagoi, Prato e Stelvio.
A Solda gli sciatori dispongono di 40 km di piste di ogni livello di difficoltà; a Trafòi sono invece 10 i km per gli sciatori.
A Prato si pratica lo sci di fondo. Un bel complesso sciistico si trova anche a Malles sul monte Watles. La presenza di vette di 4000 m. attrae i camminatori d’alta quota.
Meta prediletta dagli escursionisti sono i candidi ghiacciai. I più esperti raggiungono il rifugio Forcola o percorrono i tornanti e le ripide serpentine del passo dello Stelvio a 2760 m.
Altre tonalità colorano l’estate in Val Venosta: fra tutti spicca il rosso dei meleti che addolciscono, con il loro profumo, il paesaggio dolomitico.













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