Venezia è una di quelle città che, come New York per esempio, appartengono all’immaginario collettivo. Le immagini dei canali con le gondole o delle piccole piazze (i campielli) con le vecchie chiese o della basilica di S. Marco con la piazza invasa dalla folla sono note in tutto il mondo. Eppure il fascino della città conquista sempre il visitatore, non solo la prima volta che vi arriva, ma anche dopo anni, anche quando la magia dello splendido Carnevale è finita, anche nelle calli deserte, anche nelle giornate autunnali di pioggia, quando tutto si colora di grigio e Venezia assume un’aria irreale. Si comprende facilmente perché l’UNESCO abbia considerato tutta la città, non solo singoli palazzi, monumenti o chiese, quale patrimonio dell’umanità: l’atmosfera che vi si respira parla in ogni angolo della sua antica grandezza, degli architetti che qui hanno edificato basiliche e palazzi, dei pittori che li hanno decorati, dei musicisti e dei letterati che tra questi edifici e questi canali hanno trovato l’ispirazione per le loro musiche e per le loro opere. Non vi sono itinerari da seguire a Venezia, solo qualche punto fermo: il Ponte di Rialto, la basilica di S. Marco con le grandi cupole e la facciata rivestita da mosaici, Palazzo Ducale, un tempo sede del governo della Serenissima, le basiliche di Santa Maria della Salute e di S. Giorgio Maggiore, le isole della laguna, in particolare Murano, famosa per la lavorazione del vetro, e Burano, celebre per i merletti. Tutto il resto della città è da scoprire, perdendosi per le calli e i campielli, superando i canali interni su piccoli ponti, trovando un ristorante nascosto che serve delle ottime sarde in saor, facendosi insomma assorbire dall’atmosfera della città. E tornati sulla terraferma, osservando in lontananza il profilo di Venezia circondato dalla laguna, si può solo desiderare di tornarvi presto.